ASSOCIAZIONE PONTINA DI ASTRONOMIA
Latina-Anzio-Nettuno
(APA-lan)
IMPRESSIONI DI UN ASTROFILO
INDICE RACCOLTA
2011: - Caterina Vicino Marzo: Fuoco, Cometa, Commediante, Stella,
Secondo Sole, Notti Polari e senza titolo.
2010: - Caterina Vicino Dicembre: Galassie, Costellazioni
- Giorgio Cielo: Novembre: Impressioni di un astrofilo in visita al Gran Sasso D'Italia
- Amelia Massironi: Novembre: Le Stagioni del Cielo
2009: - Amelia Massironi: Dicembre: Effetti collaterali
- Amelia Massironi: Novembre: Leonidi
- Giorgio Cielo Ottobre: 1° Anniversario APA
- Giorgio Cielo Ottobre: Dalle stelle alla stalla
- Amelia Massironi Ottobre: - Impressioni di un'allieva
- Andrea Alimenti Agosto - Uscita a Fontana del Prato Cori (LT)
- Giorgio Cielo - Agosto: - Sogno di una notte di Mezza Estate sotto le stelle
2008: - Antonio Francesco Piras a Scuola
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2011
Caterina Vicino
Da IL PRESENTE DELLA FORESTA (Ed. del LEONE – Venezia 1993)
Fuoco
Nella sera che scende
di un fuoco inesausto
brucia il fianco del monte
e sono punti le stelle.
Pace rossa
conquista malinconica
di spazi lesi.
Cometa
Ardere [ cometa ]
in luce assorta
disparire
per respiro di cielo.
Commediante
Commediante
in territorio
di pensieri e silenzi
a cercare sollievo
e giocare a schernirsi
da vento di stelle.
Stella
Stella aperta a grazie infinite
Pausa
al migrare di pianeti
Levità
di contrade mai simili
Toccate a punta di ciglia.
Secondo sole
Secondo sole
declina verso golfi che ti attendono
hai già perdonato l'aria
con l'incendio degli occhi.
Notti polari
Vincoli ti rendono forbito
argento
pura opalina
marmo diafano a sbalzi
levigato dalla imprendibile brezza
di notti polari.
(senza titolo)
Itinerario presago di fine
durevole
di esplosione
infinita
Rinascita
sete aspra di tempo somigliante
a resina
Bagliore
d'ultima stagione.
2010
Caterina Vicino
Galassie
Vortici di girandole giocose
erratici piumaggi iridescenti
Ocra di dalie in cieli acquamarina
sagome azzurre in abbandono
estatico. Messaggeri latenti di galassie
d'un lontano cosmo
iridi remote del tempo.
L'attesa dell'evento
muterà la precipite materia
in infinita luce.
Costellazioni
Fiori di perla ridono nel gelo
dove palpita il sogno.
Lacrime di stelle in libera caduta
le Perseidi si disperdono
in polvere.
Lampi di ghiaccio
sotto un cielo innocuo.
Frammenti di luce svaporata
nel continuo girare della terra
sono provvide guide
a migrazioni attraenti.
.............
Un "grazie" di cuore a Caterina Vicino che ci ha dedicato e letto queste due bellissime poesie
in occasione della "Cena del Solstizio" il 17 dicembre 2010.
Due composizioni in cui i fenomeni astronomici vengono spogliati della loro cruda identità
scientifica per diventare pura e gradevolissima poesia e darci nuove immagini e nuove emozioni
di un cielo che diventa, così, sempre più bello ed affascinante.
Andrea Miccoli
Impressioni di un astrofilo in visita al Gran Sasso D'Italia
Giorgio Cielo
Giornata di sole splendente e caldo di un 14 nov. 2010.
La data ha una relativa importanza, l'importante è la fervida partecipazione alla visita
di molti giovani interessati che con spirito goliardico si sono attrezzati con chitarra e
strumenti a percussione ed hanno allietato con varie canzoni i tempi morti dell'attesa
e del viaggio in pullman.
L'iniziativa, suggerita dall'astrofila Paola Dimauro e realizzata con instancabile opera
dal ns/ Presidente sig. Domenico D'Amato, ha avuto pieno successo ed ha posto
all'attenzione di tutti il lavoro di studio e di ricerca che svolgono scienziati italiani e
stranieri nel settore del "subatomico" termine che indica l'indagine condotta nel campo
delle particelle più piccole dell'atomo.
Il laboratorio ricavato sotto il G. S. (Gran Sasso), in provincia dell'Aquila, ha utilizzato
un tratto di tunnel autostradale in costruzione nel 1985 ed è stato preferito ad altri per
la particolare composizione delle rocce della montagna, debolmente radioattive, e
soprattutto per la schermatura naturale costituita dai 1400 metri di monte sovrastante
che rendono l'ambiente quasi impermeabile ai raggi cosmici e di varia natura provenienti
dall'atmosfera.
Per dovere di precisione l'impermeabilità è assicurata per la gran parte dei predetti
raggi atmosferici, ma non per i "neutrini" che sono particelle piccolissime prive di carica
ed "elusive" cioè con la particolarità di non interagire con altre particelle.
Tale proprietà consente ai neutrini di attraversare le rocce ed in genere la superficie
terrestre ed arrivare ai macchinari e strumenti di rilevazione presenti nel Laboratorio
del G. S..
I neutrini sono emessi da varie sorgenti quali il Sole, le Galassie, le stelle Supernove,
nonché dal bombardamento dei neutroni, presenti nel nucleo atomico, che si disintegrano
in protoni, neutrini elettronici e neutrini muonici.
Questi ultimi (muonici), nella loro breve vita, si trasformano in neutrini Tau ed i Tau,
a loro volta, in muonici.
E' un continuo alternarsi tra le due specie di neutrini.
Tra i vari progetti di studi in corso nel Laboratorio del G. S., il più noto o meglio quello di
cui si è parlato più diffusamente, anche da parte della stampa, è il progetto O.P.E.R.A. -
Oscillation Project with Emulsion tRacking Apparatus - costituito da un rivelatore di grandi
dimensioni avente lo scopo di individuare la comparsa di neutrini muonici che, nella misura
di decine di miliardi al giorno, raggiungono i laboratori del G. S. provenienti dal CERN di
Ginevra.
La probabilità di rilevare dalle apparecchiature la presenza di neutrini Tau è stimata in due
eventi all'anno.
Altro interessante esperimento in corso è quello di accertare l'origine e la natura della
"materia oscura" che permea l' Universo.
L'indagine in corso con appositi apparecchi richiede molti anni allo scopo di raggiungere
risultati scientifici documentati e certi.
Questo mio incompleto e breve "excursus" è nato dal desiderio di fissare alcune
sensazioni ricevute nel corso della visita da parte di chi si avvicina, per la prima volta ad
un settore scientifico di grande interesse.
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Le Stagioni del Cielo
Amelia Massironi
Che tu sia pronto o meno, che faccia un po' più caldo o un po' più freddo della media stagionale,
la natura segue sempre il proprio orologio e.........improvvisamente una mattina vedi gli alberi con
le foglie gialle: l'autunno è qui e tra poco arriverà anche l'inverno.
Ieri sera ho avuto occasione di guardare il cielo ad un'ora più tarda del solito e l'ho trovato diverso.
Oltre all'immancabile Giove ed al Triangolo Estivo, con Altair bassa sull'orizzonte,.......
improvvisamente ho riconosciuto sopra al tetto della casa del mio vicino tre stelline messe in
diagonale, un'altra ben più grande in alto a sinistra e di colore arancione e con un tuffo al cuore
mi sono detta: “sta tornando ORIONE!!, si sta preparando di nuovo il cielo invernale!”.
E' trascorso un anno dal mio primo approccio all'astronomia e rivedere la bella Orione è stato un po'
come aver preso coscienza di aver trascorso un anno speciale, perchè ho gustato doppiamente il
cambio delle stagioni: “in Terra ed in Cielo”.
Grazie per avermi messo in grado di provare questa emozione.
.............
Amelia, grazie a te per la freschezza (in tutti i sensi) di queste riflessioni che ci fanno sentire
doppiamente felici: primo perché ci divertiamo e poi perché grazie alla nostra passione ed a poche
stelline “messe in diagonale” riusciamo a far….sentire un “tuffo al cuore” a persone… speciali,
ricche di sensibilità, freschezza e curiosità proprio come sei tu.
Grazie Amelia, a nome di tutti noi.
Andrea (Miccoli).
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2009
Effetti collaterali
Amelia Massironi
...E mentre gli altri animali curvi guardano il suolo,
all'uomo diede viso al vento e ordinò che vedesse
il cielo, che fissasse, eretto, il firmamento.
(Ovidio)
Andrea ci ha ripetuto più volte che la grande distanza che percorre la Terra intorno al sole è
quasi zero se paragonata alle distanze stellari.
Ci ha insegnato quindi che i raggi della luce delle stelle ci arrivano paralleli e ci ha mostrato
il disegno di tanti telescopi che, pur trovandosi in varie parti del nostro emisfero, quando puntano
lo stesso oggetto nel cielo sono tutti orientati nella stessa direzione.
Trasportando questo concetto spaziale nel temporale, ne deriverebbe che duemila o
ventimila anni (prima o dopo Cristo) sono zero se rapportati ai tempi geologici.
Pertanto quando la sera alziamo gli occhi per osservare il cielo ci dobbiamo sentire in compagnia
di tanti altri occhi che appartengono a chi sta nella Grotta delle Capre a San Felice, ad un filosofo
greco, ad un faraone, al nostro amico Galileo, agli allievi del nostro corso, insomma a tanta varia
umanità passata e futura che, sebbene animata da motivazioni molto diverse, nel guardare ora
tutti insieme lo stesso spettacolo condivide la stessa emozione e curiosità.
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Leonidi
Amelia Massironi
Martedì 17 ci siamo ritrovati al mare per vedere le Leonidi che invece ci hanno dato buca.
Ma il cielo è sempre generoso e ricco di sorprese: con il semplice cannocchiale guardando più
in su di Aldebaran, per la prima volta ho visto le Pleiadi!!!
Sette stelle blu, rotonde, adagiate su un letto di stelline argentate.
Mi è venuto facile l'abbinamento con la carta dei Baci Perugina!
E per maggiore soddisfazione mia, poichè riesco a vederle anche dal balcone di casa,
ora quando le vado a riguardare le sento "di famiglia".
Grazie e a presto,
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1° Anniversario APA
Casale Corte Rossa - B.go Sabotino - Latina
Giorgio Cielo
L'Associazione è stata costituita il 22/10/2008 ed in data odierna ( 23/10 c.a.) se ne è festeggiato
l'anniversario.
Corre l'obbligo di precisare che l'attività scientifica e di divulgazione veniva svolta, dagli attuali
dirigenti, già da alcuni anni.
La ricorrenza ha accomunato la maggioranza dei soci e molti simpatizzanti ed è trascorsa in un
clima di allegria e di commossa partecipazione.
Ci legava un filo invisibile: quello della passione per l'astronomia.
Eravamo tutti fratelli dell'universo in quanto figli delle stelle che, esplodendo, ci hanno fornito gli
elementi chimici di cui è costituito l'essere vivente.
Questa è la suggestiva ipotesi, avvalorata dalla ricerca scientifica, più volte richiamata nelle lezioni
tenute dal magg. Andrea Miccoli che ci trasmette, con entusiasmo le Sue conoscenze
astronomiche.
La festa, realizzata con instancabile lavoro e sacrificio personale, da Domenico D'Amato, ha
avuto un coinvolgimento istruttivo, rappresentato dalle conferenze del sig. Piero Subiaco e della
D.ssa Silvia Tommasin, ed uno gastronomico con il lauto buffet offerto a conclusione della riunione.
Le conferenze accennate meritano una particolare disamina per gli argomenti trattati.
Il sig. Subiaco, studioso di radioastronomia, ha iniziato intrattenendoci sulla "VOCE DEL SOLE",
titolo che sintetizza la possibilità di captare le frequenze udibili dall'orecchio umano tra le varie che il
Sole ci invia ( infrarosso, raggi gamma, raggi ultravioletti, ecc.) ed il cui suono alternante può essere
ascoltato mediante appositi altoparlanti.
La seconda relatrice, D.ressa Tommasin, esperta di astrofisica, ha trattato dei "BUCHI NERI:
dove, come, quando".
Argomento affascinante ma alquanto misterioso per l'impossibilità, alla luce degli attuali studi, di
trovare conferme sperimentali a supporto delle varie teorie.
I partecipanti hanno seguito, con attenzione ed interesse, i vari argomenti ed hanno posto domande
chiarificatrici prontamente soddisfatte dai due relatori.
Al termine della riunione il consenso del pubblico presente è stato unanime e ci si è lasciati con
l'augurio che simili iniziative possano essere ripetute con maggior frequenza.
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Dalle stelle alla stalla
Piana delle Orme - Latina
Giorgio Cielo
L'Associazione Pontina d'Astronomia ha partecipato domenica 11 ottobre 2009 alla
manifestazione svoltasi nei viali della succitata fiera pontina.
Il sole splendeva cocente sui prati ancora verdi e picchiava inclemente sul capo dei visitatori,
alcuni non tanto verdi di età, che affollavano gli stand della mostra gastronomica.
Gli espositori presenti, provenienti da 23 comuni dell'agro pontino, erano circa 35 e
rappresentavano svariate attività commerciali.
Ci circondava un caleidoscopio di immagini, suoni e odori che si diffondevano da barbecue
accesi sui quali venivano arrostiti salsicce, spiedini, bistecche che attiravano i nostri sguardi e
solleticavano il nostro stomaco.
Lo stand dell'Associazione era collocato tra un espositore di salumi e formaggi ed una
postazione di alcuni cavalli scalpitanti che attendevano di essere montati dai visitatori, esperti
di ippica, che desideravano fare una passeggiata nei dintorni.
Tale vicinanza ha suggerito, con velato umorismo, il titolo della presente relazione.
Il pubblico ha mostrato grande interesse per il nostro stand nel quale erano esposti gli
strumenti didattici per la migliore comprensione dei fenomeni celesti.
Vi era, altresì, un telescopio a disposizione per la visione del Sole e della Luna gli unici astri
presenti nella mattinata.
Numerosi sono stati i contatti con rappresentanti di istituti scolastici, associazioni interessate
alla divulgazione delle conoscenze astronomiche e gruppi culturali che hanno richiesto
l'incontro con i docenti dell'A.P.A. per concordare possibili cicli di lezioni o solo per effettuare
conferenze sull'origine ed evoluzione del ns/ Universo.
Ci auguriamo che simili manifestazioni possano reiterarsi e che ciò serva ad ampliare la
platea dei cultori e degli appassionati di astronomia.
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Impressioni di un'allieva
8 ottobre 2009
Amelia Massironi
La semplicità di esposizione degli argomenti di astronomia del nostro docente Andrea
Miccoli, mi ha permesso e mi permette anche quest'anno di avvicinarmi a questa materia
che mi ha sempre affascinata, ma anche un po' intimorita.
Ripeto, la semplicità, legata a chiarezza e precisione, è una qualità molto rara, ma è lo
strumento chiave per metterci in grado di effettuare quella che io chiamo la "visita guidata
del cielo di casa nostra".
Pertanto devo a questo fortunato incontro la mia emozione quando ho visto per la prima
volta la Stella Polare, Orione e la grande "G" invernale, incominciando a chiamare per
nome gli oggetti più luminosi che la compongono.
Soprattutto ho il piacere, ogni sera, di affacciarmi al balcone e di ritrovare le stelle
conosciute, sapendo dove cercarle nelle diverse ore.
A tutto questo si aggiungono le emozioni nel vedere al telescopio il nostro satellite,
quando è uno spicchio argenteo e quando è un grosso disco arancione, Saturno con i
suoi anelli, Giove e le sue lune, Albireo (bianca e azzurra) ed a cercare di immaginare
l'enormità di anni luce di quella piccola nuvoletta offuscata che l'altra sera mi hanno
detto essere la Galassia Andromeda.
Auguro alla APA-lan di continuare per..."anni luce" a diffondere la conoscenza
dell'astronomia, regalando a tutti il piacere dell'informazione.
Uscita a Fontana del Prato Cori (LT)
29 Agosto 2009
Andrea Alimenti
Scrivo un piccolo resoconto della serata passata nei boschi di Fontana del Prato un po' per
informare sull'esito della serata stessa, e un po', forse con un tocco di malizia, per far sorgere
un’anticchia di sana invidia in voi altri che per mille motivi non siete venuti.
Penso o almeno spero che ciò che sto per scrivere sia stimolante nel caso si dovesse
ripetere l’esperienza.
Per noi di Latina l’incontro era previsto alle 19:00 alla rotonda tra via del Piccarello e via Don
Torello, Franco e io, però arriviamo circa un 15 min in ritardo, fortunatamente Paola e Daniele
sono tipi pazienti e non si sono arrabbiati, o almeno non l’hanno fatto notare.
Il cielo pulito comunque ci ispira fiducia.
Arrivati sotto Cori, Daniele ci sorpassa per farci strada ma arrivati alla piazza (penso la
principale, quella prima di salire a cori alto) ci fermiamo per chiedere consiglio al navigatore,
ovviamente Erina era già da tempo ad aspettarci a Fontana del Prato.
Fiduciosi che il navigatore conosca le strade meglio di noi ci sbrighiamo a seguirlo ma, non
so se per colpa sua o dell’autista (Daniele) o di entrambi, imbocchiamo una strada sbagliata e ci
ritroviamo in direzione Giulianello, dopo qualche chilometro di curve il navigatore dice di svoltare
a destra per ritornare a Cori.
Questa deviazione ci è costata altri 15 min che si sommano al nostro ritardo.
Ritornati a Cori risbagliamo strada quindi, Franco decide di chiedere informazioni ai passanti .
Ora che sappiamo dove andare, o meglio come arrivarci, Erina preoccupata mi telefona per
sapere se eravamo ancora vivi; tranquillizzandola e seguendo la direzione consigliata da
un’anziana corese e da un ragazzo ci ritroviamo in una strada che si stringe sempre di più e
veniamo letteralmente “inghiottiti” dal bosco, la strada peggiora riempiendosi di buche fin quasi
a diventare una demoralizzante mulattiera.
Finalmente dopo almeno un quarto d’ora sbuchiamo all’altezza del prato dove speravamo di
incontrare Erina.
Spegniamo le nostre auto e scendiamo sperando di vedere la sua macchina, ma non troviamo
nessuno tranne che tante macchine che sfrecciano in un strada vicina.
Per peggiorare ancora di più la già triste situazione si somma il fatto che i cellulari non prendono
e se prendono, prendono male (scusate la ripetizione).
Quindi non sapendo cosa fare e dove andare per riflettere alziamo lo sguardo al cielo cercando
le nostre stelle ispiratrici e sfiga delle sfighe come se veramente Qualcuno ce l’ avesse con noi
ci ritroviamo la testa ricoperta di nuvole.
Decidiamo quindi di spostarci e aspettare al ristorante lì vicino.
Arrivati le nostre povere pance iniziano a rumoreggiare quindi per non demoralizzarci ancora di
più iniziamo a dare i primi bocconi al panino e finalmente riusciamo a contattare anche Erina
che in brevissimo tempo ci raggiunge.
Da lontano la vediamo arrivare, si ferma davanti a noi, abbassa il finestrino e vediamo il ritratto
della disperazione (colgo l’occasione per scusarmi con lei di come è iniziata la serata).
Finendo di consumare la nostra deliziosa cena Erina ci racconta di come dalle 19:20 (ora del
suo arrivo) aveva visto avvicinarsi le nuvole fino al compimento della tragedia: non si vedevano
più né una stella né la luminosa Luna.
Non avendo più nulla da fare ci divertiamo a rubare due deliziose mele da un albero del
ristorante tempo di mangiarle e ci accorgiamo che il nostro amico Zefiro ci ha fatto il favore di
dare una spazzata al cielo; ci ritorna a tutti il sorriso quindi risaliamo in macchina per tornare
giù alla radura.
Arrivati sul posto troviamo però una ventina di cani che stavano mangiando da un sacco della
immondizia, Franco appena li vede esclama : - La carica dei 101!
Per evitare di ritrovarci con un arto in meno Erina ci riporta sopra, oltre il ristorante, perché dice
di conoscere un’altra radura.
Entriamo quindi nel bosco e seguiamo la mulattiera che dovrebbe portarci a destinazione ma
all’improvviso davanti a noi ci si presenta una sbarra che blocca il passaggio, demoralizzati
e per votazione, ritorniamo indietro e ci fermiamo nel primo punto in cui gli alberi formavano
un’altra piccola radura in modo d’avere comunque un minimo di visuale.
Spegniamo i motori scendiamo e ci accorgiamo di essere capitati in un "campo minato”, ogni
metro quadro era stato battezzato da una vacca quindi, prestando estrema attenzione, tra una
cacca e l’altra apriamo i 3 treppiedi.
Paola e Erina con i Celestron e io con il mio piccolo newtoniano.
In qualche istante siamo già pronti e ci mettiamo all’opera.
L’esuberanza di Erina è il nostro motore! Il cielo è parecchio più buio del nostro quindi
riusciamo a vedere tanti oggetti che a Latina sono di solito insignificanti o invisibili: Giove,
Albireo, m13, m57, m31, m92, ngc 884 e il compagno, sono sicuro di essermi scordato
almeno di un’altra.
Tutti molto belli visti su uno sfondo nero come il cielo di ieri e non come sono abituato a
vederli a Latina su uno sfondo giallo.
Tanti di questi oggetti sembrava di toccarli o comunque di starci vicino nonostante la loro
spaventosa distanza.
Un cielo scuro sicuramente è l’habitat ideale per la razza degli astrofili, si hanno soddisfazioni
che stando in città non si possono nemmeno immaginare.
Abbiamo provato anche a vedere altri oggetti che Franco e Erina prendevano dai loro libri ma
con scarso risultato perché comunque abbiamo solamente 150 mm di diametro per far entrare
la debolissima luce di tanti altri oggetti.
Peccato, anche, che gli alberi ci coprivano di parecchi gradi l’orizzonte e non abbiamo potuto
vedere niente di ciò che è contenuto nel Sagittario, ma forse ciò è un bene perché proprio quegli
alberi ci hanno schermato da qualche luce in lontananza.
Iniziamo quindi, come voleva Erina, a fare diverse prove con oculari e barlow, fino all’idea più
stravagante di montare la barlow 3x sopra quella da 2x e quindi concludere con l’oculare da
25mm: Giove era una palla enorme. Allora mi metto a fare due foto di numero con il mio
telescopio e la reflex a pellicola e Paola con il Celestron, computer e ccd.
Appena finito vado a vedere se la ccd dà segni di vita ma oltre a giove, e una marea di puntini
(forse il rumore) al posto di m13, niente da fare.
La ccd ha vinto ancora un’altra battaglia ma spero non vinca la guerra.
Quindi passiamo alla webcam, tempo di installare driver e software, facciamo un filmato
veloce a Giove di cui allego la foto velocemente elaborata.
Il ritardo acquistato in partenza ci fa presto arrivare a mezzanotte e quindi chiudiamo
estremamente infreddoliti e soddisfatti della bellissima
serata passata insieme.
Riaccendiamo le macchine abbagliandoci con le luci a vicenda per ritornare sotto il cielo
lattigginoso di Latina per noi e Cisterna per Erina.
Penso che se all’inizio non fosse successo tutto ciò che è successo e fossimo arrivati in
tempo forse la serata non l’avremmo fatta poiché vedendo arrivare le nuvole con i telescopi
già montati avremmo smontato tutto e ce ne saremmo tornati a casa.
È proprio il caso di dire: non tutti i mali vengono per nuocere.
Alla fine mi sono allungato più del previsto: scusate!
Ciao - Andrea
La foto do Giove ripresa a Fontana del Prato (Cori)
Sogno di una notte di Mezza Estate sotto le stelle
Giorgio Cielo
Ore 19,30 di un 1° agosto.
Siamo diretti all'oasi di "Tor Caldara" - Anzio (Roma), armati delle attrezzature consuete
come telescopi, bussole, filtri solari e dei componenti l'amplificazione sonora, ma
soprattutto armati di tanta buona volontà e spirito di sacrificio, doti essenziali di un buon astrofilo.
Il luogo che ci ospita e, forse, più adatto ad una serata romantica vista la sua posizione su un
promontorio, che sporge sul mare, dal quale sono visibili le città di Anzio e Nettuno sfavillanti di luci.
Come primo compito provvediamo a scaricare dalle macchine le valigie, che contengono i
telescopi, e le varie borse colme di obiettivi ed accessori necessari per i "puntamenti" che non
riguardano cannoni ma inoffensivi "cercatori" delle stelle e pianeti da osservare.
La luna guarda, quasi sorridente, il nostro affannoso procedere non privo di tensione per l'esito
della serata che, si spera, sia soddisfacente per il numeroso pubblico accorso.
Sistemati i telescopi, ed effettuate le operazioni preliminari, essi vengono puntati sulla Luna,
l'unico astro visibile in prima serata, in attesa del sorgere del pianeta Giove che avverrà
all'incirca alle ore 22.
Il pubblico accorso si diverte a scrutare la luna ed i suoi crateri e cerca di individuare alcune
zone note, come il mare della tranquillità, che la stampa ha resa celebre in occasione della
sbarco degli astronauti.
Puntuale, all'ora indicata, sorge Giove ed i telescopi vengono puntati sul pianeta che, per la
sua luminosità, è visibile anche ad occhio nudo.
E' ovvia la curiosità dei presenti che affollano, disciplinatamente in fila, i 5 punti di
osservazione individuabili facilmente per la piccola luce intermittente posizionata, in alto,
su ogni telescopio.
La domanda, del resto giusta, che ci viene rivolta con frequenza è: "cosa si vede?".
La risposta è sempre la stessa: Giove oppure la Luna a seconda dell'orientamento del telescopio.
Non mancano simpatiche osservazioni da parte del pubblico ed, in qualche caso di equivoci
divertenti come quello di un'anziana signora che dopo aver osservato Giove, mi si è rivolta dicendo:
"però la luna si vede molto piccola".
La serata volge al termine con il consenso ed il plauso generale e con nostra enorme
soddisfazione per aver mostrato una piccolissima componente del nostro Universo nella speranza
che sia accresciuto, nell'uomo, l'antico sogno del ritrovamento della vita su altri pianeti.
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2008
Antonio Francesco Piras a Scuola
Antonio Francesco Piras
Dopo una lezione di astronomia ho chiesto agli alunni di una prima media di spiegarmi con
un disegno, un tema o una poesia, ciò che avevano appreso e le sensazioni che avevano
provato.
Mi è rimasta impressa questa poesia:
TRAMONTO
Dove è est sorge il sole,
schiarisce le stelle,
scompaion quelle belle.
Solo il sole, ormai rimasto solo,
illumina gli abeti
e gli uccellini in volo.
Dove è ovest tramonta il sole
e nel cielo sboccian di nuovo le stelle come viole
con la luna che scaccia via il sole.
Prof. Piras A. Francesco
Scuola Media Statale “E. Visca” 2004-5 Nettuno
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